IN 8 GIORNI
Com’è dura riprendere a scrivere dopo tanto tempo… mesi e mesi frenetici in cui il Vostro affezionatissimo si è eclissato, sepolto dall’extra lavoro per contrastare gli effetti nefasti del super Euro sul povero export italiano, contrattazioni tese e animate, decine di migliaia di miglia accumulate sulla carta fedel
tà che ormai mi vede “senator” (mi sento un po’ Andreotti), viaggi isterici intorno al globo come un elettrone impazzito o una mosca irrequieta che ronza attorno a una vacca calma, facendole tutt’al più il solletico.
L’avventura delle avventure – chiamiamola così – è stato il completamento in un solo viaggio del circolo terrestre, con tappe negli USA e in Canada, da lì a Hong Kong trasvolando il Pacifico, quindi in Europa chiudendo il giro dall’altra parte.
Con un biglietto di classe economy e 8 giorni di tempo ho fatto quello che Magellano impiegò 2 anni per portare a termine, senza nemmeno riuscirci, visto che lui finì massacrato dai selvaggi delle Filippine, mentre il sottoscritto è riuscito a riportare a casa la pellaccia con dentro pure qualche chiletto in più.
Di questo giretto da quarantacinquemila miglia non vi racconto un bel niente, perché le tappe ve le ho già descritte altrove. Ma vale la pena testimoniare, a voi sani di mente che mai e poi mai vi imbarchereste in un simile tour de force, la metamorfosi naturale a cui si assiste nel balzare da un continente all’altro dirigendosi a Ovest.
Ci viene spontaneo pensare ai continenti come a delle piattaforme su ciascuna della quali risiede uno o più popoli con cultura propria, e separate dalle barriere insormontabili degli oceani. La casa dei popoli sarebbe il loro territorio, e il territorio è il continente.
Niente di più falso. Vuoi la prova che le cose non stanno affatto così? Vai in posti come Vancouver, Hong Kong, Singapore, Dubai. La civiltà è nata sui fiumi. Le metropoli dell’antichità sono sempre su grandi fiumi oppure “mesopotamiche”, in mezzo a corsi d’acqua.
Roma, Cartagine e Atene hanno inaugurato l’epoca delle civiltà marittime. Non più un fiume ma un mare, un mare piccolo e nostrano, ma un mare. Dov’è il cuore pulsante dell’impero romano? Non certo nell’Europa continentale, ma nel mediterraneo.
L’avventura delle avventure – chiamiamola così – è stato il completamento in un solo viaggio del circolo terrestre, con tappe negli USA e in Canada, da lì a Hong Kong trasvolando il Pacifico, quindi in Europa chiudendo il giro dall’altra parte.
Con un biglietto di classe economy e 8 giorni di tempo ho fatto quello che Magellano impiegò 2 anni per portare a termine, senza nemmeno riuscirci, visto che lui finì massacrato dai selvaggi delle Filippine, mentre il sottoscritto è riuscito a riportare a casa la pellaccia con dentro pure qualche chiletto in più.
Di questo giretto da quarantacinquemila miglia non vi racconto un bel niente, perché le tappe ve le ho già descritte altrove. Ma vale la pena testimoniare, a voi sani di mente che mai e poi mai vi imbarchereste in un simile tour de force, la metamorfosi naturale a cui si assiste nel balzare da un continente all’altro dirigendosi a Ovest.
Ci viene spontaneo pensare ai continenti come a delle piattaforme su ciascuna della quali risiede uno o più popoli con cultura propria, e separate dalle barriere insormontabili degli oceani. La casa dei popoli sarebbe il loro territorio, e il territorio è il continente.
Niente di più falso. Vuoi la prova che le cose non stanno affatto così? Vai in posti come Vancouver, Hong Kong, Singapore, Dubai. La civiltà è nata sui fiumi. Le metropoli dell’antichità sono sempre su grandi fiumi oppure “mesopotamiche”, in mezzo a corsi d’acqua.
Roma, Cartagine e Atene hanno inaugurato l’epoca delle civiltà marittime. Non più un fiume ma un mare, un mare piccolo e nostrano, ma un mare. Dov’è il cuore pulsante dell’impero romano? Non certo nell’Europa continentale, ma nel mediterraneo.
La storia successiva è stata un avvicendamento di bacini strategici di dimensioni sempre maggiori. Il resto della storia mondiale è dato dall’intersecarsi dei bacini delle diverse civiltà, che pulsano aumentando e riducendosi come le onde di più sassi gettati in acqua, producendo zone turbolente presso le rispettive intersezioni.
Le patrie, oggi, non sono le terre ma i mari, o meglio i bacini. I bacini culturali, economici e commerciali sono: (1) il Pacifico, di cui fanno parte le Americhe delle west coasts da Vancouver a santiago del cile, e sull’altra sponda il Far East e l’Australia; (2) l’Indiano/arabo/est-africano di cui fa parte anche il golfo persico, (3) l’Atlantico, (3-a) euro-americano in declino e (3-b) euro-latino in ascesa, e l’africa occidentale più avanzata; (4) il mediterraneo sud europeo, levantino e nordafricano. Un’anomalia è la Russia, che è l’unico Paese al mondo che per collocazione geografica si affaccia sul bacino Atlantico, sul Pacifico e sull’Indiano/Arabo (perché credete che abbiano attaccato la Georgia?), quindi è meno isolata rispetto all’Europa e più soggetta a interazione con le potenze asiatiche. Per questo motivo, quali che siano le intenzioni dei Russi, è un errore sottovalutarle e rompere con questo paese, come sta facendo l’America e noi al seguito.
Le patrie, oggi, non sono le terre ma i mari, o meglio i bacini. I bacini culturali, economici e commerciali sono: (1) il Pacifico, di cui fanno parte le Americhe delle west coasts da Vancouver a santiago del cile, e sull’altra sponda il Far East e l’Australia; (2) l’Indiano/arabo/est-africano di cui fa parte anche il golfo persico, (3) l’Atlantico, (3-a) euro-americano in declino e (3-b) euro-latino in ascesa, e l’africa occidentale più avanzata; (4) il mediterraneo sud europeo, levantino e nordafricano. Un’anomalia è la Russia, che è l’unico Paese al mondo che per collocazione geografica si affaccia sul bacino Atlantico, sul Pacifico e sull’Indiano/Arabo (perché credete che abbiano attaccato la Georgia?), quindi è meno isolata rispetto all’Europa e più soggetta a interazione con le potenze asiatiche. Per questo motivo, quali che siano le intenzioni dei Russi, è un errore sottovalutarle e rompere con questo paese, come sta facendo l’America e noi al seguito.