24 Marzo 2007
Beijing
Il Palazzo della Pace Celeste dei Sensi
Il Palazzo della Pace Celeste dei Sensi è un fantastico centro benessere cinese e per cinesi, che sorge nel cuore della capitale Beijing, nemmeno troppo distante da Tienanmen.
Ci passano fino a 2000 persone al giorno. Ve lo descrivo perché ce ne sono tanti in Cina e perché vi dà uno spaccato di come vivono gli asiatici nel dopo lavoro. E poi anche perché mi ritengo fortunato a esserci stato, unico “muso bianco” in mezzo a soli cinesi.
Allora, da fuori somiglia a un hotel di Las Vegas. Entrate, e vi trovate in un fastoso salone in marmo sovrastato da un bel lampadario di Murano. Al centro, una fontana con zampilli. Sulla parete di fronte, una riproduzione ingrandita della Scuola di Atene di Raffaello, con tutti i filosofi stravaccati sulla gradinata dell’accademia (ma che c’entra, qui? boh...)
Sono scortato da un manipolo di quattro clienti cinesi, che mi accompagnano nella zona termale vera e propria. Nel settore uomini per prima cosa ci si tolgono le scarpe e i vestiti, e si rimane nudi come vermi con indosso solo il braccialetto magnetico per l’armadietto. Ci saranno una cinquantina di cinesi, nessuno fa caso a niente, tutti chiacchierano, si immergono in una vasca , fanno la doccia ecc., come niente fosse. Addirittura, ci sono dei servitori speciali che ti lavano la schiena e ti fanno i massaggi, è normale per gli uomini farsi lavare da altri uomini e non se ne stupiscono, Io però preferisco arrangiarmi. Sempre con un codazzo di servitori attorno, che mi profumano, mi portano l’asciugamano ecc., vesto un kimono bianco sopra un paio di mutande in carta, e seguo i miei amici nel salone vero e proprio. Per prima cosa la cena, tutti in accappatoio si abbuffano di mangiare, fumano, uomini e donne insieme. Poi viene il rito del bagno.
Una piscina tiepida e poi un bagno bollente all’aria aperta. Per finire, una vasca fredda. Viene poi il turno della seduta nell’acqua di fogna, che dicono sia salutare e mi lascia addosso un fetore nauseabondo.
Infine, la vera chicca. Si entra in una vasca dove si trovano migliaia di pesciolini neri, che subito vi si affollano intorno e cominciano a mordicchiarvi la pelle. Mordicchia che ti mordicchia, i pescetti vi asportano tutto lo strato morto superficiale, vero e proprio peeling naturale che vi farà sentire solo un po’ di solletico. Spero che questi pesciolini non abbiano niente in comune con quelli che poco prima ci hanno servito fritti al ristorante, penso con un moto di angoscia.
Quindi si esce dalle vasche e si va a teatro, sempre in accappatoio.
C’è un grande sipario e un grande palco, va in scena l’opera pechinese, vero guazzabuglio di rappresentazioni, dalle comiche, al canto lirico, allo strumentale, al circo eccetera.
Un pagliaccio che fa ridere tutti mi chiama “lo straniero” e mi piglia in giro (mi dicono) perché mi faccio tradurre ogni battuta...
I cinesi hanno un senso dell’umorismo un po’ speciale, ridono assai per cose su cui noi troveremmo fuori luogo scherzare, come uno che casca per strada, una persona calva, uno zoppo ecc.; mentre non hanno nessun senso dello humour come lo intendiamo noi, per cui è inutile cercare di fare battute o di raccontargli barzellette, non le capiscono.
Dopo il circo, per finire, potete chiudere in bellezza la serata facendovi fare un bel massaggio cinese (vi pestano la schiena appesi a due pertiche, sconsigliato per chi ha dolori lombari).. qui non serve che vi racconti proprio nulla, quando verrete da queste parti provatelo, non ve ne dimenticherete!
Ni hao!