martedì 2 ottobre 2012

CAUCASO



LA MONTAGNA DEI LINGUAGGI

Una tra le più interessanti regioni del pianeta è l’arco di terre che scende dalle pianure russe, divide i due mari Nero e Caspio e arriva alla regione montuosa mediorientale tra l’Anatolia e l’Iran, scavalcando alti monti e vallate remote: sto parlando del Caucaso. 
I Paesi che la compongono sono: l’estremo sud della Russia, la Georgia sul mar Nero, la piccola Armenia all’interno, l’Azerbaijan sul Caspio. A essere rigorosi c’è anche un quarto, minuscolo stato, il piccolo Nagorno-Kharabakh, un nido d’aquile aspramente conteso, rivendicato dagli azeri come proprio ma in realtà costituitosi come repubblica indipendente. 
Le particolarità di questi territori sono tante e tali che essi meriterebbero una lunga descrizione. Per darne un’idea molto generale ai tanti che non abbiano visitato questi luoghi, per noi quasi sconosciuti, inizio dal citare il nome antico che il Caucaso aveva: la “montagna delle lingue”. Mi sembra che questo appellativo renda ragione al principale dei caratteri ovvero la molteplicità e la varietà dei linguaggi che troviamo tra queste vallate.
Per uno scherzo della storia e della geografia insieme, il Caucaso è la casa di popoli e linguaggi con storie e idiomi diversissimi e incompatibili. Le rispettive lingue sono complicate ancor più non solo da grammatiche astruse, ma anche da alfabeti specifici e fantasiosi, con decine di segni assolutamente incomprensibili che si direbbero frutti di fantascienza più che linguaggi di questo mondo. Inoltre il suono di queste lingue, con la parziale eccezione dell’azero – che con le vocali dolci e modulate e la cantilena dei toni richiama il turco, con cui è strettamente imparentato – le altre due lingue, armeno e georgiano, sono un vero e proprio enigma e sfido anche un linguista bene addestrato a riconoscerle sentendole parlate.
L’armeno è una lingua indoeuropea imparentata con il gruppo persiano e ha qualcosa in comune con i dialetti iraniani. Viceversa, il georgiano è una lingua praticamente a sé stante, priva di parentela con le maggiori famiglie linguistiche.        
La storia dei popoli non è meno variegata del panorama linguistico. Popoli fieri e arcaici, da sempre in lotta tra loro, hanno subito nel corso dei secoli invasioni, deportazioni e addirittura genocidi (gli Armeni). Attualmente si guardano con sospetto tra loro. I georgiani si sentono i più colti ed istruiti, essendo fieri della loro parziale indipendenza anche sotto l’impero sovietico. Gli azeri sono oggi i più ricchi di tutti, e hanno sviluppato un’indole alquanto tollerante; gli armeni hanno come gli altri un forte spirito nazionalista, e a differenza dei loro vicini, per loro uno degli elementi chiave è il ricordo delle ferite subite nella storia recente e quindi il sospetto verso tutti.