martedì 2 ottobre 2012

BAKU



Pingue e romantica, pigra e fiera. 
Indomita, opulenta, odorosa, speziata, oleosa, afosa, maliziosa e vergine.
Complicata come l’apparato sovietico, densa come l’oriente, dimora di pastori, oligarchi, magnati, fotomodelle, alcolisti, pescatori, operai.
Scintillante caravanserraglio del capitalismo in marcia ad est, in una terra che già fu ottomana, sovietica, oggi chissà.
Non si sa più cosa sia.
Ma i tappeti del Nagorno sono ancora macchie di sangue e colori stese al sole, sotto la Torre della Vergine. Da lì una principessa si gettò in mare togliendosi la vita, stanca di un destino senza amore. Ma forse la Torre della Vergine non era che una delle tante Torri del Silenzio, i pilastri su cui gli zoroastriani esponevano i morti, lasciandoli preda degli uccelli.

Il lungo Caspio si stende sinuoso dalla collina.
Il promontorio dell’Absheron, secco come un ramo, livido di petrolio che esce dal suolo da qualsiasi pozza o buca, si infila nel lago salato più grande del mondo e lo controlla, lo domina.

La Russia qui è modello di stile, di cultura e di organizzazione. La vodka scorre a fiumi, pur in un paese islamico. L’Italia è –come del resto in Russia – modello di eleganza, di griffes e di bel canto.

Innumerevoli boutiques e una fama che circonda, un po’ immeritatamente, tutti gli italiani nel catturare le grazie delle bellissime Circasse.
Grazie al cielo gli italiani furbi non hanno ancora scoperto il fascino di questa meta, e non abbiamo ancora rovinato la nostra reputazione spezzando il cuore a mezza popolazione femminile – cosa che in Russia ormai è già storia.

Baku sta tra Mosca, Istanbul e Dubai. Di Mosca ha l’impianto e la cultura. Di Istanbul la lingua, il fascino del mondo pastorale, la cucina e il bizantinismo. Di Dubai l’ostentazione e l’esplosione di una modernità finanziaria e petrolifera che l’hanno resa opulenta e orientata al futuro, veloce e pragmatica più delle altre due città, fitta di cantieri e di progetti fatti per impressionare.

Spero che Baku mantenga il suo orgoglio e non ceda troppo in fretta al turismo di massa. È una perla nera, un mondo intenso e protetto, che va scoperto giorno per giorno rigorosamente in compagnia di persone del luogo, ospitali come solo in oriente sanno essere.