martedì 2 ottobre 2012

GEORGIA


TBILISI
Due passi nel Medioevo

Quanto detto per Baku vale, in parte, per Tbilisi.
Terra protetta e difficile da raggiungere, la Georgia offre solo il fianco in una porzione limitata in cui si affaccia sul Mar Nero. Il resort principale, Poti, è qualcosa di meno che un posto attraente.
Parleremo della capitale Tbilisi.
Luogo originale e sorprendente, una vallata stesa dolcemente tra montagne assai alte, con un fiume dalle sponde ripide su falesie rocciose, circondato da vigneti e colline sulle quali sorgono qua e là monasteri antichissimi con torri a tetto appuntito e ottagonale come antiche chiese bizantine.
La vallata vinicola di Tbilisi fa assomigliare questo posto alla renania o alla mosella, non fosse per le catapecchie di lamiera che compaiono a tratti, la gente dai lineamenti rudi, truci e centro asiatici, malvestiti e in cerca di lavori temporanei.
Qui non è di certo un eden. I segni dell’età sovietica hanno marcato quello che potrebbe essere un territorio bello ed elegante; un economia meno generosa di quella azera, quanto alle fonti energetiche, dà meno speranza alla gente.
Ma quello che colpisce e che impressiona è il sopravvivere inaspettato di tratti arcaici e sanguigni, rudi, ancestrali.
La cucina vi rivelerà un universo di sapori e di profumi mai sentiti prima. Proverete il pane fatto con grano locale macinato in mulini ad acqua di torrente, e cotto al momento in forni di pietra davanti ai vostri occhi.
I vini georgiani, che berrete in coppe di terracotta versate da sontuose anfore, vi insegneranno che anche l’amabile o il dolce, dal fondo terreo o aspro, possono accompagnarsi squisitamente alle carni (ricordo un ottimo Kindzmarauli); la natura vi sorprenderà con paesaggi mozzafiato-specie nella catena montuosa a nord della capitale – centinaia di chilometri di lande disabitate, popolate solo da pastori, orsi, lupi, aquile e tutto quello che in Europa sembrava sparito secoli fa. Una sola strada carrareccia, usata in passato per collegare la vallata con il passo che porta in Russia, oggi chiuso.
In una parola, vi troverete in una dimensione selvaggia e arcaica, medievale o – al più- settecentesca. Se uscite dalla capitale togliendovi dalla vista le fabbriche, i brutti cementifici e le auto, potete facilmente ipotizzare di essere tornati indietro duecento anni.
Organizzare una vacanza in questo posto sarà, peraltro, una vera sfida. Cosa che vi chiedo di cuore di NON fare….. lasciamo stare questi posti meravigliosi e dimenticati come sono e fate finta che non vi abbia raccontato niente.